
Le visite aziendali sono di solito un'esperienza utile
per iniziare a conoscere il mondo dell'impresa, meglio ancora se locale. In certi (fortunati) casi, diventano anche un'esperienza allettante per il palato.
È quello che è successo alla nostra 4C RIM, che si è recata in visita al prosciuttificio "Galloni" di via Roma 84 a Langhirano. La classe è stata accompagnata dalle prof.sse Rosaria Musmeci e Beatrice Bocchia, ma è stata anche seguita dal prof. Roberto Velasco Pradas, ospite del Melloni direttamente dalla Spagna per attività di job shadowing nell'ambito del Progetto VetMob2, cui il nostro Istituto partecipa con assiduità e soddisfazione da diversi anni.
Lo scopo della visita era seguire le fasi della lavorazione di un prodotto artigianale, a tal punto famoso nel mondo da essere considerato il re dei salumi. La prima cosa che i ragazzi hanno potuto notare è il significato della parola "artigianato": fare tutto a mano con amore. Tutto sommato è questa la vera differenza col prodotto industriale. Non è questione di quantità prodotte, ma di come si produce quel bene che diventa davvero unico. In fondo, la parola stessa "artigianato" contiene il termine "arte", e questo la dice lunga sul significato delle produzioni di questo genere. A maggior ragione è adatta a descrivere la magia che trasforma un pezzo di carne in un piatto prelibato, invidiato nel mondo e che non finisce mai di sorprendere per gusto e delicatezza.
Questi sapori si ottengono con l'attenzione a procedure e dettagli che provengono da una tradizione millenaria, che alcuni addirittura fanno risalire ai Celti da cui anche noi abitanti della Pianura Padana discendiamo. Questo ci rivela l'altra parola chiave dell'artigianato: continuità nella tradizione, che non significa immobilismo, ma conservare le buone pratiche che danno la certezza del risultato finale, senza lasciarsi attrarre da novità che potrebbero presentare vantaggi in termini di produzione, ma che potrebbero compromettere la qualità ed il buon nome del prodotto.
Così i nostri ragazzi hanno potuto assistere alle varie fasi che portano una coscia di maiale a diventare un prosciutto crudo sopraffino: prima e seconda salatura, lavaggio, essiccazione, sugnatura e stagionatura. Esattamente come le facevano i nostri trisnonni.
Saranno riusciti i nostri ragazzi a resistere alla tentazione dell'assaggio? Certo che no! Così la giornata si è chiusa con la degustazione del prosciutto stagionato 24 mesi. Insomma, visita aziendale o peccato di gola? Facciamo finta che sia solo la prima e i peccati di gola lasciamoli a Dante...



