
Oggi Auschwitz...
Una visita fatta "col cuore e con il cervello", come ci hanno chiesto le nostre accompagnatrici: empatia e compassione, ma anche riflessione e comprensione di cosa sia stato l'universo concentrazionario di Auschwitz.
Questa giornata ci ha visti completamente assorbiti dai luoghi, dai visi e dagli oggetti: abbiamo subito il fortissimo impatto delle dimensioni del campo di Birkenau, delle intollerabili condizioni di vita dei prigionieri, della facilità e inconsapevolezza con cui, all'arrivo, il loro destino veniva stabilito. I resti delle baracche, dei crematori distrutti nel tentativo di nascondere quello che vi era avvenuto, le toccanti parole incise sui monumenti, ci hanno permesso di entrare in una dimensione di orrore e incredulità per quanto è stato raccontato, ma anche di riflessione: come è stato possibile? Siamo davvero così lontani ed estranei a tutto questo?
Ad Auschwitz I, invece, abbiamo incontrato le persone: fotografie, storie, oggetti (dai vestitini dei bambini alle valige diligentemente segnate con nomi e date di nascita, da catini e pentole ai grandi mucchi di scarpe e capelli). La camera a gas e il crematorio, che qui si sono salvati, conservano tutta la sofferenza di chi vi è passato.
Di nuovo ci siamo interrogati su quanto sia facile passare dall'altra parte, e su come questo viaggio possa rappresentare per noi uno scudo, anticorpi contro i condizionamenti a cui tutti siamo costantemente sottoposti: torniamo infinitamente più ricchi di emozioni e strumenti per comprendere e agire il nostro presente.
Prof.ssa Cristina Bottioni, 5 febbraio 2025














