
La 5A AFM si è recata a Milano, presso l’Institut français,
per un atelier sulla figura di Simone Veil, personaggio importantissimo nella costruzione dell'Europa.
Sopravvisuta all'olocausto, si è prodigata nel corso della sua carriera politica per realizzare il sogno di un'Europa non solo unita, ma portatrice di pace e di civiltà. Scomparsa nel 2017, è stata una di quelle "grandi donne" che la storia forse ricorda poco (ma solo per il fatto che a scuola facciamo molta fatica ad arrivare a trattare anni così recenti), ma che hanno un posto d'onore nel pantheon di coloro che fanno del nostro "vecchio" continente ancora un faro di civiltà per tutto il mondo. Forse è proprio questo il messaggio di attualità di Simone Veil: la vita di ciascuno ha senso se perseguiamo grandi ideali, che significa non badare prima di tutto e soltanto a se stessi, ma comprendere che dove tutti stanno bene starò bene anch'io. Questo non lo si ottiene senza sacrificio e nemmeno senza grandi sforzi: vogliamo provare a pensare cosa abbia significato per lei trattare alla pari con i delegati tedeschi, cercando di dimenticare che i loro genitori erano stati i suoi aguzzini ad Auschwitz? Eppure una grande donna, una grande persona, è proprio quella che è capace di fare questo enorme salto di qualità.
La nostra scuola cerca sempre di mettere i nostri ragazzi "face à face" (tanto per continuare con un po' di francese) con queste figure cardine, perché senza grandi esempi non si diventa grandi persone.
Ci piace, inoltre, ringraziare pubblicamentel’Institut français di Milano, che sta diventando una meta abituale delle nostre uscite didattiche, perché è capace di unire non solo l'apprendimento di una lingua straniera importante come il francese, ma ci dà l'occasione per parlare di quell'attualità (o educazione civica, se si preferisce) che fa di noi dei cittadini responsabili. In Italia, certo, ma anche e soprattutto in Europa.